Una storia di famiglia lunga più di cento anni
E’ nelle botteghe meldolesi di Zoli e di Campana che Giovanni Visini, classe 1866, apprende sin da adolescente il mestiere di tintore e stampatore. Nel 1895 decide di aprire una bottega tutta sua, a Meldola, vicina al canale Doria, in zona San Michele.
Il lavoro va bene e la fortuna delle tele stampate continua sino ai primi anni del ‘900 quando lo sviluppo dell’industria tessile immette sul mercato nuovi tessuti più fini nella trama e nei decori che incontrano uno straordinario favore del pubblico a discapito delle stoffe più ruvide ed irregolari prodotte nelle stamperie.
Molte botteghe cessano l’attività e la stamperia Visini è in crisi.
Nel 1909 Giovanni trasferisce tutta la sua famiglia con i suoi 9 figli a Cosenza. Qui è invitato a dirigere un redditizio lavoro di stampa e tintoria nel laboratorio di Campana, altro meldolese trasferitosi da tempo a Cosenza nonché suo maestro d’arte
Fiere Campionarie, Esposizioni e successi
Finita la Prima Guerra Mondiale e l’amore per la sua Romagna, spingono Giovanni ed il figlio Giacomo a farvi ritorno.
Poche risorse e solo la sua capacità lavorativa, fanno impegnare Giovanni per acquistare casa in via Cavour, 54, oggi 135, rilevando anche la filanda annessa. Non ha piu’ stampi: ne incide dei nuovi ed altri li acquista dalla ormai cessata stamperia Zoli. Ed inizia nuovamente a stampare le tele. Anni’20. Fortuna vuole che voci autorevoli si levino a difesa dell’arte rustica romagnola.
Tra loro Tommaso Nediani, Aldo Spallicci che scrive:
“..io voglio.. segnare il nome dei Fratelli Visini di Meldola che l’arte antica dei tintori di Romagna rivivono con tenacia appassionata. Debito di riconoscenza verso chi dimostra a fatti di seguire quanto noi s’è detto e non ci si stanca di dire da questa nostra arola”, e la contessa Eugenia Rasponi che abbellisce la poderosa rocca di Sant’Arcangelo dove abita, con i manufatti stampati a mano.
L’Esposizione Etnografica del 1921 a Forlì, organizzata dallo stesso Spallicci, dove i Visini allestiscono la loro bottega (a tutt’oggi conservata intatta nel Museo Etnografico di Forlì), consacra ed assiste al rinnovato trionfo della stampa a ruggine e dei Visini. Giovanni riporta in Romagna tutta la famiglia e nella sua bottega si tessono la canapa per la stampa a ruggine e la bavella tinta poi per morbide coperte di seta e per la tappezzeria a “fiamme”. Originali lavori a ruggine si affiancano ad originali lavori raffinati per soddisfare clienti di ogni estrazione. Non contento dell’alto livello raggiunto nelle tecniche di lavoro, Giovanni mette a punto una tonalità di blu intensa e luminosa al quale attribuisce il nome di “Blu Meldola”. Alcuni scritti della storia di Meldola ne fanno menzione. Le stampe dei Visini ottengono numerose medaglie d’oro in importanti esposizioni: all’Esposizione Etnografica di Forlì del 1921, si aggiungono la Fiera Campionaria di Milano, quella di Fiume e Firenze del 1926, di Roma del 1927. Antiquari e mercanti fanno a gara nel cercare manufatti antichi per ogni dove e rivenderli in negozi cittadini a caro prezzo. Nascono collaborazioni con i maggiori artisti del periodo da Francesco Nonni a Giovanni Guerrini. Ma il fulgore di questi anni finisce nella tragedia della Seconda Guerra Mondiale che tutto sconvolge e con la morte del capostipite Giovanni nel 1945.
Fabio Visini
Anni’50. tocca a Fabio classe 1934, mio babbo, riprendere in mano la stamperia di famiglia e, trovatosi subito solo per la morte prematura del padre Giulio, riparte da zero. Fabio ha intrinseco in se’ il dono della ricerca della perfezione e dell’unicità del prodotto, della sperimentazione per innovare ed aprire la stampa ad altri scenari. Un dono di cui fà necessità e virtu’ distinguendosi con la sua produzione nel panorama degli stampatori. Pur rimanendo fedele alla tradizione il suo talento lo porta sia ad elevare l’arte rustica romagnola che a confezionare un’arte raffinata per la tavola elegante e di effetto.
E’ incisore di stampi in legno o linoleum di disegni raffinatissimi che vogliono riprodurre su tela l’incanto delle Maioliche Faentine, delle porcellane tedesche e di Richard Ginori.
E’ mago del colore, sperimenta nuovi impasti inventando il verde rame ed il verde marcio (una tonalità di verde anticato e caldo).

E’ il punto più alto raggiunto dalla stampa dei Visini. Le stampe di Fabio varcano Alpi ed Oceano e sono sulle tavole più famose di Presidenti della Repubblica e di Papi.
Fabio nel 1991 cessa la sua attività in quanto le piccole botteghe artistiche sono penalizzate dalla mancanza di un adeguato piano di aiuti che permetta loro di salvaguardare tecniche e metodi e di sopravvivere non potendo competere con la piccola industria. La poca sensibilità delle istituzioni locali a quest’arte e la giusta rivoluzione che si agevola in materia di sicurezza sul lavoro che impedisce l’uso di acidi e di certe fasi del processo lavorativo, scrivono la parole “fine” a questa storia della famiglia Visini lunga 100 anni.
Paola Visini
Io sono Paola, nasco a Meldola il 9 giugno 1969, sono figlia di Fabio e bisnipote del vulcanico Giovanni. I miei ricordi di bimba piccolissima iniziano con una cassetta di legno che mi veniva messa sotto i piedi per farmi arrivare al banco da lavoro e col bastoncino di legno intinto nel colore giallo, colorare l’interno dei fiori del Garofano di Faenza. E’ facile comprendere che l’attitudine di famiglia alla stampa fosse iscritta pure nel mio DNA e giovane ragazza vorrei proseguire l’attività. Mi ritrovo però a fare i conti con il babbo disilluso e prossimo alla pensione e soprattutto con la mamma che mi si oppone con forza inaffrontabile in quanto il duro lavoro della stampatrice “.. non è lavoro per una donna!”.
Per quieto vivere divento amministratrice d’azienda per circa 30 anni nonché mamma e moglie dall’età di 24 anni.

Passano gli anni e nel 2020 un problema di salute mi impedisce di continuare il lavoro sedentario di amministrativa. Un cambio di vita che diventa la mia occasione. Costretta al fermo ho il tempo e la libertà mentale di tirare fuori dal mio cuore, il sogno di bambina che voleva stampare. Inizio a confezionare il mio progetto fatto di rispetto della tradizione nel metodo e nella tecnica paritario al rispetto per un lavoro svolto in salute ed in sicurezza.

Bottega Visini 2.0
E’ un progetto che non rinnega i temi dell’arte rustica romagnola ma che si concentra soprattutto sul recupero del patrimonio iconografico della mia famiglia che attraversa gli stili più antichi e le mode più disparate.
Un progetto che vuole mettere al centro il colore declinato in tutte le soluzioni possibili e la diversa interpretazione dello spazio da stampare con la possibilità di farlo su nuovi materiali.
L’ambizione è quella di ideare e realizzare manufatti originali che possano essere fruibili a tutti e che dimostrino che non c’è nulla di più moderno e contemporaneo dell’essenza della tradizione artistica che, con la sua bellezza senza tempo, si siede alla nostra tavola, ci decora un momento di relax o straordinariamente importante della nostra vita.
Bottega Visini è parte dell’Associazione Stampatori Tele Romagnole costituita nel 1997 dall’unione delle Stamperie che continuano ad utilizzare i procedimenti tradizionali ed intende garantire con il suo marchio un prodotto ottenuto nel rispetto di tali metodi, con la finalità di conservare intatto il secolare fascino di questo antico mestiere artigiano.

Dedico a mamma Maria questa nuova mia avventura e so che dal cielo mi protegge e mi da’ il suo tanto agognato consenso. Con amore, Paola.













